Verso la Ciclofficina

I tre pomeriggi di falegnameria si sono conclusi e con grande entusiasmo; le/i giovani falegnami in erba hanno chiesto a gran voce: “Quando ci rivediamo per costruire insieme?”

Pomeriggi di energia, condivisione e tanta creatività che hanno visto coinvolti i più piccoli e chi li accompagnava in un percorso fantasioso nella falegnameria, il mondo della bicicletta e il riciclo.Grazie agli amici e alle amiche del Circolo Arci Borgo Catena per l’ospitalità ed in particolare a Michela 💪!Grazie ai piccoli e ai grandi che hanno portato sorrisi e curiosità!Grazie a chi ha guidato questi incontri, giocando anche un po’ 🙂(Raga, Nora, Ale e Paola).

I laboratori sono stati realizzati all’interno del progetto RigenerArci finanziato dalla Regione Marche con fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il progetto continuerà il suo percorso con la realizzazione di una Ciclofficina all’interno dello spazio Factory ZeroZero. Seguiteci c’è ancora tanto da fare e condividere!

Il primo laboratorio – Targhe per … biciclette – si era svolto il 6 novembre; di seguito alcune foto dagli altri due laboratori, “Cestini personalizzati” svolto il 20 novembre e “Borracce personalizzate” il 27 novembre.




Radici e Memorie

Si è concluso il progetto “Radici&Memorie” nell’ambito delle attività di RigenerArci, il progetto regionale di Arci Marche. Un lungo percorso partecipato, di raccolta di testimonianze e di confronto con le persone che in 40 anni hanno dato vita e fatto parte del circolo, con le loro attività nel territorio fino alla nascita del Circolo Arci Radeche Fonne. Il progetto che ha individuato nella memoria il primo obbiettivo, ha trovato la sua completezza nei racconti legati alle radici ed ai tempi dove la socialità e lo stare insieme erano un valore fondante delle comunità locali e alla base dell’associazionismo.

RigenerArci è finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.




Targhe per… biciclette

Hanno preso il via i nuovi laboratori di falegnameria creativa, nell’ambito del progetto RigenerArci di Arci Marche. Ecco qui alcune foto del primo incontro. Grazie a tutte le bambine e ai bambini che hanno partecipato! Grazie alle amiche del circolo Arci Borgo Catena! Mastro falegname Raga che dire? ci vediamo sabato 20 novembre per realizzare insieme fantasiosi cestini per le vostre biciclette.

Vi aspettiamo! La prenotazione è obbligatoria al numero 329-8958838, i posti sono limitati (solo SMS o whatsapp).

(RigenerArci è un progetto finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (art. 72 D.Lgs. n. 117/2017). 




Falegnameria creativa… per la bicicletta

Prendono il via le attività organizzate dal comitato Arci di Senigallia, il circolo Factory ZeroZero APS ed il circolo Arci di Borgo Catena, nell’ambito del progetto RIGENERARCI, finanziato dalla Regione Marche con fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. I primi appuntamenti si svolgeranno presso il circolo Arci di Borgo Catena, dove i docenti dell’associazione Factory ZERO ZERO aps terranno tre laboratori dedicati a bambini dai 6 ai 14 anni.

Il tema dei laboratori è centrato sulla promozione della bicicletta come mezzo di sviluppo sostenibile e strumento di generazione di rapporti sociali.

Durante i laboratori di falegnameria creativa, i bambini potranno esprimere tutta la loro fantasia e manualità nella realizzazione di targhe personalizzate (laboratorio previsto sabato 6 novembre), nella progettazione di cestini per le bici (laboratorio di sabato 20 novembre) e nella costruzione di porta borracce personalizzati (laboratorio previsto per sabato 27 novembre)

Tutti gli appuntamenti sono fissati alle ore 15, obbligatoria la prenotazione al numero 329 8958838.




L’innovazione sociale nelle aree interne e marginali

Lunedì 18 ottobre presso il circolo “Il Grillo” di Monsampietro Morico si è tenuto un nuovo incontro della serie “Grillo Podcast”, finanziata dalla Regione Marche all’interno del progetto Rigenerarci.

Sara Pau, ricercatrice in Economia presso l’Università di Cagliari, ha partecipato ad una discussione dedicata a “L’innovazione sociale nelle aree interne e marginali”, seguita sia in presenza, presso la sede del circolo, che da remoto grazie alla diretta social (disponibile qui). L’esperienza della relatrice sul tema delle aree interne non si limita al suo lavoro di ricerca: infatti, risiede e lavora in Sardegna, in un’area geografica che presenta caratteristiche economiche e demografiche simili a quelle del Piceno e del Fermano.

Nella presentazione, divisa in tre parti, è stato analizzato l’andamento demografico nel periodo 2002-2018 nel comune di Monsampietro Morico e in quelli confinanti, mettendoli a confronto con il comune di Fermo. Poi sono stati presentati l’evoluzione dei servizi sanitari ed educativi nella zona e le caratteristiche e potenzialità delle “aree interne e marginali” in Italia. Tutti i dati utilizzati sono pubblici (Istat e PNE) e consultabili online.

Oltre alla presentazione dei dati numerici, la relatrice ha presentato alcune questioni aperte sul modo migliore di organizzare i servizi sul territorio: meglio strutture maggiormente efficienti, concentrate nei centri urbani, o strutture più diffuse sul territorio che offrono servizi di qualità più bassa a un costo più alto per la fiscalità? La risposta a questa domanda è tutta politica: dipende da come immaginiamo l’Italia del futuro, sul piano infrastrutturale, umano e sociale. Come spiegato da Sara Pau, non tutti i cittadini hanno uguale accesso a grandi strutture nei centri urbani: spostarsi di molti km ha un costo non solo economico, ma anche umano, relazionale, ha un impatto sulla salute fisica e mentale delle persone. Dobbiamo dunque tenere conto di diverse problematiche che si intrecciano: le pari opportunità di tutti i cittadini all’accesso ai servizi, la qualità e la quantità dei servizi offerti, il costo economico di servizi inefficienti e quello sociale di un’organizzazione inefficiente dei servizi…
La relatrice ha consegnato queste ed altre riflessioni ai giovani e alla comunità di Monsampietro, senza offrire soluzioni preconfezionate, ma lasciando il compito di trovare una soluzione “a misura di comunità” a chi i paesi li abita e ne vuole immaginare il futuro.

La presentazione ha fornito interessanti spunti di discussione, oggetto delle domande del pubblico presente in sala e da remoto. In particolare, si è discusso di come sia importante considerare le aree marginali non come periferie problematiche ma come “poliferie” depositarie di ricchezze culturali, economiche, sociali e creative complementari a quelle delle città, immaginando reti di servizi distribuiti in modo baricentrico tra i borghi.

La relatrice ha messo infine l’accento sul capitale sociale, cioè sull’insieme di quegli elementi in grado di facilitare e rafforzare la cooperazione nelle piccole e grandi comunità. . Si tratta di un concetto che era già emerso, in modo più empirico, nell’incontro che “Il Grillo” ha dedicato ai metodi organizzativi e di lavoro adottati nel mondo contadino dei nostri nonni e nelle grandi aziende informatiche di oggi.Ciò ha rafforzato la consapevolezza che il lavoro che il circolo “Il Grillo”, l’Arci e altre reti di persone stanno facendo sul territorio per costruire comunità basate sulla fiducia e l’inclusione possa essere una delle chiavi per il rilancio delle aree interne e marginalizzate.




La Cultura è la Cura

Nel maceratese una serie di incontri e laboratori inseriti nel più ampio progetto di Arci Nazionale

Prende ufficialmente il via nel territorio maceratese il progetto di Arci Nazionale “La Cultura è la Cura” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Avviso n. 2/2020).

Gli obiettivi principali del progetto sono quelli di porre fine ad ogni forma di povertà, ridurre le ineguaglianze, rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. L’azione progettuale, che si svolgerà in 15 mesi, verrà realizzata dall’Arci Aps (Capofila) e dalla rete di partner con sede in 15 Regioni e nelle 2 Province Autonome.

Protagonisti del progetto saranno il Circolo Radeche Fonne di Belforte del Chienti e il Circolo Arci La Serra di Recanati. Entrambi propongono percorsi laboratoriali di 45 ore rivolti a 35 partecipanti.

Arcaico-Digitale è il titolo del percorso formativo e itinerante realizzato da Radeche Fonne, che riguarda la fascia di età over 65, e che nello specifico andrà ad affrontare il tema del “Suono Arcaico”. Si lavorerà sulla memoria del canto popolare, nelle sonorità di lavori agricoli di un tempo e nelle manualità perse. Un vero e proprio percorso fatto di varie tappe che passeranno dall’interazione con i partecipanti fino ad arrivare alla restituzione finale di un percorso condiviso. Verranno campionati e rielaborati suoni di un tempo passato, presi direttamente dalle memorie storiche degli anziani custodi di questi saperi. Il lavoro prevede una restituzione innovativa, dove la generazione “arcaica”, incontrerà quella “digitale”. Si andrà infatti a produrre un documento audio-video che vedrà la realizzazione originale di tre brani composti, che avranno come obbiettivo la perfetta fusione armonica tra  la musica elettronica e la musica popolare. Lo scopo finale sarà quello di interagire con le nuove generazioni, partendo da un lavoro totalmente incentrato sugli over 65.

“Narrare è resistere”: vecchi e nuovi strumenti per raccontare il mondo è invece il titolo del percorso proposto da Arci La Serra che prenderà il via nei prossimi mesi. Dedicato agli under 35 avrà come focus principale il tema della narrazione e dello storytelling, modalità di comunicazione che, nello specifico, verrà analizzata proponendo un incontro tra letteratura, narrazione e fotografia. Come possiamo raccontare il mondo di oggi con parole e immagini? Quali modalità scegliere per parlare di ciò che ci circonda? Come utilizzare gli strumenti a nostra disposizione (libri, fotografia, social). Saranno quindi organizzati piccoli laboratori in cui la fotografia si unirà alla scrittura per la creazione di testi che accompagnino le immagini. I partecipanti utilizzeranno gli strumenti social destinati alla fotografia (Instagram su tutti) per raccontare la quotidianità che li circonda, la realtà mutata dopo il Covid, gli spazi personali persi o riacquistati. Al termine del percorso si allestirà una mostra fotografica dove ogni foto è accompagnata da parole dell’autore sulla tematica che l’autore stesso ha deciso di rappresentare con le sue fotografie.

Per la realizzazione dei laboratori sono state create vere e proprie reti territoriali a cui hanno aderito associazioni culturali, enti pubblici, realtà del terzo settore.

Il Presidente di Arci Marche Massimiliano Sport Bianchini dichiara: “La Cultura è la Cura è un progetto che si inserisce in un quadro già molto ricco di iniziative ed attività che Arci Marche sta proponendo nel territorio regionale e nella Provincia di Macerata. Questo in particolare, finanziato direttamente dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, è rivolto a due filoni ben precisi di destinatari (over 65 ed under 35) per promuovere l’uguaglianza, l’interazione e la cultura dei saperi. Due iniziative organizzate da circoli che animeranno territori molto diversi tra loro, con Radeche Fonne a Belforte per i territori colpiti dal sisma e La Serra a Recanati per la parte più vicina alla costa. Questo progetto è l’ennesima riprova della qualità della progettazione che Arci Marche porta avanti ormai da tempo, e che viene riconosciuta anche dal nazionale”.

Oltre che nel maceratese, le azioni si svolgeranno in questi ambiti territoriali: Abruzzo (L’Aquila), Calabria (Cosenza), Campania (Benevento), Emilia-Romagna (Bologna e Modena), Friuli Venezia Giulia (Trieste), Lombardia (Pavia), Piemonte (Collegno e Torino), Puglia (Brindisi), Toscana (Siena), Umbria (Narni), Veneto (Rovigo e Padova), Lazio (Roma), Sicilia (Gela), Sardegna (Guspini e Sennori), PA Trento (Trento), PA Bolzano (Bolzano).




PALOMBELLA DI ANCONA, CO-PROGETTAZIONE CON I RESIDENTI

ALLA PALOMBELLA DI ANCONA LA CO-PROGETTAZIONE CON I RESIDENTI CONTINUA GRAZIE AL PROGETTO “RIGENERARCI”

Venerdi 22 ottobre, nel quartiere Palombella di Ancona, si sono riaperte le porte della Casa del Popolo, per ospitare la prima riunione di presentazione di RigenerArci, progetto finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (art. 72 D .Lgs. n. 117/2017) e coordinato da Arci Marche, che vede il Comitato di Ancona tra i partner con una progettualità specifica legata al quartiere e pensata a seguito dell’esperienza “Palombellissima! Il mio quartiere superlativo” che ha condotto i partecipanti a ricostruire la comunità a partire dalla valorizzazione degli aspetti identitari dell’area, intrecciandone l’eredità e la memoria con le dinamiche urbane presenti e future.

Il percorso che si avvierà alla Palombella nasce dalla volontà di coinvolgere la comunità residente all’animazione e gestione degli spazi risultanti dall’intervento di demolizione e ricostruzione dell’ex birrificio Dreher, quale nuova centralità urbana per il quartiere. Combinando il sostegno istituzionale a quello della cittadinanza attiva, il processo mira allo sviluppo di servizi, anche non convenzionali, ispirati alla logica della sussidiarietà orizzontale, in grado di arricchire la sfera pubblica urbana, le opportunità di incontro e di aggregazione per i residenti, e migliorare l’empowerment di comunità.

L’obiettivo è inoltre quello di sperimentare buone pratiche per una efficace ed efficiente compartecipazione dei cittadini nella progettazione degli spazi urbani e nella gestione dei beni comuni, come ad esempio i patti di collaborazione.

Nell’incontro è stato presentato ai partecipanti un breve resoconto delle attività svolte immediatamente prima dell’insorgere della pandemia di Covid-19 nel nostro paese (tra ottobre e dicembre 2019), un aggiornamento sul cronoprogramma dei cantieri aperti dal Comune di Ancona sul quartiere, e il programma delle attività previste dal progetto Rigenerarci.

Il percorso progettuale e di co-progettazione si strutturerà in 5 appuntamenti:

  • Venerdi 5 novembre- Dove eravamo: un Murales per la Palombella
  • Giovedi 11 novembre – Siamo NOI – Albero delle competenze
  • Venerdi 19 novembre – Siamo OGGI: Agenda di comunità
  • Giovedi 25 novembre – Siamo QUA: un Portierato per il quartiere
  • Venerdi 3 dicembre – Un patto di collaborazione per la Palombella

Tutti gli incontri si svolgeranno dalle ore 17.30, presso la Casa del Popolo, nel rispetto della normativa vigente in materia di contenimento della diffusione del COVID-19.

Stante la durata dei lavori pubblici che interesseranno lo stabile ex Dreher prevedibilmente ancora per un paio di anni, a conclusione del percorso RigenerArci verrà inaugurato il primo spazio di prossimità per il quartiere, grazie al progetto QuA! Quartieri in Azione, che offrirà l’opportunità di accompagnare i residenti fino alla completa e autonoma autogestione del futuro spazio comunale.




“Li cuntadi’ de lu computer”

Dopo una pausa estiva, lunedì 11 ottobre sono riprese le attività organizzate dal circolo Arci “Il Grillo” di Monsampietro Morico all’interno del progetto RIGENERARCI, finanziato dalla Regione Marche con fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’incontro, che si è svolto con una parte del pubblico in presenza e una parte collegata alla diretta online, era intitolato “Li cuntadi’ de lu computer”, e ha permesso alla comunità di Monsampietro di discutere e riflettere sul metodo di lavoro adottato da alcune grandi multinazionali del settore informatico, e di come queste organizzazioni abbiano radici sorprendentemente vicine.

Ma cosa c’entrano le multinazionali dell’informatica con un piccolo centro rurale dell’entroterra fermano? In che modo la loro organizzazione del lavoro può essere d’ispirazione alla comunità di Monsampietro Morico?

Questa è stata la prima domanda posta ad Andrea Claudi, software engineer di Red Hat,  un’azienda che lavora esclusivamente su software “open source”, che significa “aperto”.
La risposta è stata quasi straniante: perché queste aziende lavorano con una modalità collaborativa su un progetto aperto a cui chiunque può contribuire e da cui tutti guadagnano, con principi e valori non diversi da quelli… dei nonni contadini!

Nel corso della chiacchierata, il pubblico ha scoperto che concetti come quello dello “reiutu”, secondo cui le famiglie si aiutavano a vicenda nei lavori della campagna, quello di “fiducia reciproca”, quello di “cura dei beni comuni” e di “condivisione”, che stanno sparendo dalla vita delle comunità sfilacciate dallo spopolamento e da modelli di lavoro estremamente competitivi, in cui l’unica cosa che conta è il profitto, non sono ancora passati di moda, e anzi sono la carta vincente di tante realtà che dalla cooperazione guadagnano non solo miliardi di dollari, ma anche prodotti di alta qualità che dominano il mercato.

Il pubblico ha stabilito facilmente la connessione con i fenomeni e le difficoltà incontrate nella vita di tutti noi: che succede se qualcuno all’interno della comunità fa qualcosa contro la comunità stessa e la danneggia? In che modo il codice sorgente aperto, concepito come bene comune dalla comunità open, viene protetto dallo strapotere delle multinazionali dell’informatica, che potrebbero volersene appropriare per trarne profitto in maniera esclusiva? Perché un cittadino qualunque dovrebbe accettare di lavorare gratis a un progetto comune, mentre ci sono altri che sono pagati per farlo? C’è una responsabilità sociale d’impresa in questo lavoro?

In breve, si tratta di problemi che sono condivisi da realtà così diverse perché accomunate dal concetto di “comunità”: che sia un gruppo di artigiani che si supporta a vicenda, una piccola realtà associativa come un circolo Arci, che sia un paese di qualche migliaio di abitanti o una community composta da milioni di persone, i principi fondanti restano sempre gli stessi: avere dei codici di condotta basati su principi etici condivisi, avere interazioni sociali continuative basate sulla fiducia, strategie di comportamento inclusive e rispettose della diversità, in grado di valorizzare ciò che ciascuno può offrire senza esasperare le mancanze, e prendersi cura di un progetto comune che si immagina non solo come proprio, ma come patrimonio comune da preservare, sviluppare e affidare alle generazioni successive. Che si parli di valori, di patrimonio artistico-culturale, di codice informatico, di ambiente naturale, di relazioni umane, in fondo, non fa differenza.

Il prossimo appuntamento è per lunedì 18 alle 21.15, per discutere di dinamiche di spopolamento ed economia. Ospite Sara Pau, economista e ricercatrice presso l’Università di Cagliari.




DegustAzioni in tour nei borghi del maceratese

Arci Marche ha organizzato una serie di incontri tra produttori e clienti finali nell’ambito del progetto Lo.Gus.Ti Young (longevità, gusto, tipicità).

Venerdì 11 settembre ha preso il via, nell’ambito del progetto Lo.Gus.Ti., la rassegna curata dall’Arci dedicata alla degustazione delle eccellenze enogastronomiche del maceratese, che ha toccato tre splendide location delle aree interne: San Ginesio, Sarnano e Serrapetrona.

“DegustAzioni in tour nei borghi maceratesi” (questo il nome dell’iniziativa) rientra come detto nel più ampio progetto denominato Lo.Gus.Ti Young (longevità, gusto, tipicità) finanziato dalla Regione Marche dal bando aggregAzione 3° edizione dove tra i vari partner coinvolti c’è anche UNICAM. “Logusti Young – ha dichiarato il Presidente di Arci Marche e di Arci Macerata Massimiliano Bianchini – è l’ennesimo progetto che vede Arci impegnata a 360 gradi e con grande profitto nelle aree dell’entroterra e nei territori colpiti dal sisma. Un percorso iniziato tempo fa e rivolto a vari ambiti: culturale (si pensi alla rassegna “Sibillini Live”), imprenditoriale (progetto Logusti) e anche turistico quando l’Associazione svolge azioni di animazione territoriale come nel caso del progetto “Happy Hour Green” realizzato insieme all’Unione Montana dei Monti Azzurri. Arci quindi, insieme ai propri circoli e ai propri soci, rilancia le proprie azioni nelle aree interne, ecco perché abbiamo puntato su San Ginesio, Sarnano e Serrapetrona al fine di incentivare il contatto tra giovani e le aziende agricole di eccellenza.” Una serie di appuntamenti, va specificato, tutti gratuiti.

Venerdì 11 settembre alle ore 19 si è partiti da San Ginesio nella meravigliosa cornice del Chiostro di Sant’Agostino con una degustazione che ha visto la partecipazione di diversi produttori locali organizzata all’interno del Festival Marchestorie, Racconti e tradizioni dai Borghi in Festa che ha visto San Ginesio protagonista con la performance teatrale “La Finzione veritiera”dedicata alla figura del santo eponimo, protettore degli attori. Grazie alla collaborazione della Pro Loco sono state possibili visite guidate del Centro Storico.

Sabato 12 settembre le attività di Logusti Young si sono spostate a Sarnano, nell’ambito della Festa del Ciauscolo e del salame spalmabile, giunta alla sua seconda edizione. Un’occasione per intraprendere un percorso di degustazione all’interno del centro storico alla presenza diretta dei produttori del territorio, dei quali è stato possibile assaggiare ed acquistare le specialità. Erano presenti ben 5 produttori di norcineria ed un produttore di confetture. Ma è stato possibile anche assaggiare tante specialità a tema ciauscolo e salame spalmabile grazie agli street food presenti. Il tutto accompagnato da vino, birra e cocktail del territorio. Il programma è stato arricchito da passeggiate nel centro storico di Sarnano e nei sentieri naturalistici nei dintorni del paese.

Sabato 18 settembre, infine, l’appuntamento è stato presso l’azienda agricola biologica Maggi e Vecchioni, in Località Case Sparse Borgiano, a Serrapetrona. Qui i partecipanti hanno avuto l’occasione di visitare l’azienda, scoprendo i segreti della produzione, i metodi biologici ed ecosostenibili. Dai primi anni della sua nascita a oggi l’azienda si è dedicata al benessere animale e alla coltivazione naturale di tutto ciò che i propri animali richiedono; questo processo ha fatto si alla creazione di un sistema chiamatosi “ciclo chiuso”. Quest’azienda oggi produttrice di carni fresche, di insaccati, di confetture, sott’oli, di farine (grano tenero, grano duro e granoturco) e altri prodotti aziendali di alta qualità, coltiva l’arte di una produzione interamente familiare, pertanto senza l’uso di addensanti, coloranti e cosa più importante senza l’uso di conservanti assicurando al cliente un prodotto genuino e naturale.

Yuri Maggi, tra l’altro, è tornato da pochi giorni dalla bellissima esperienza del G20, dove ha rappresentato la COPAGRI nell’ambito di un’ampia discussione sul futuro dell’agricoltura e sulla possibilità di renderla sostenibile al 100% e di abbinare tradizione e innovazione per dar vita a vere e proprie eccellenze.




Ragazzi di Jesi

Ragazzi di Jesi / La memoria dei Luoghi. Si è concluso giovedì 16 settembre il quarto e ultimo laboratorio diretto da Arci Voce aps per il progetto RigenerArci. Questa volta ha partecipato al percorso sulle memorie il Circolo Arci la Casa di Carte di Jesi; il filo conduttore in questo viaggio attraverso le memorie è stato il ricordo di Ivo Pasquinelli, un ragazzo partigiano di Jesi che il 3 aprile 1944 fu fucilato dai tedeschi nel carcere di Sforzacosta; era stato catturato a gennaio lungo la costa tra Civitanova e Porto Recanati mentre accompagnava due piloti inglesi che dovevano imbarcarsi su un sommergibile che li aspettava in quel tratto. Ivo aveva venti anni ed era aggregato ai partigiani del San Vicino, del gruppo presso la Porcarella dove era il campo di lancio usato per rifornire il gruppi partigiani – lo stesso gruppo di partigiani presso i quali, come ha ricostruito lo storico Ruggero Giacomini, sarebbe nata per la prima volta la canzone Bella Ciao. Di Ivo Pasquinelli ci sono poche notizie, era ancora troppo giovane, di lui ricordano che amava cantare e suonare la chitarra, che era sempre allegro e pronto ad animare e sostenere la compagnia. Il circolo arci dove si è svolto il laboratorio è stato da sempre dedicato a Ivo Pasquinelli e all’ingresso c’è una targa a lui intestata, restaurata lo scorso 25 aprile con una cerimonia organizzata insieme all’Arci dalla sezione Anpi di Jesi, che giovedì scorsa ha aperto l’evento conclusivo del laboratorio portando un proprio saluto.

Le altre storie raccontate durante la serata sono state quelle di Armando Magnani e Primo Panti, fucilati dai fascisti a ventiquattro ore di distanza davanti allo stesso muro in via delle Orfane a Jesi, l’8 e il 9 febbraio 1944. In quel muro – che meriterebbe un restauro conservativo e una maggiore attenzione – sono visibili ancora oggi i segni dei proiettili che lo colpirono in quell’occasione. Poi è stata raccontata la storia dei martiri di via Cannuccia, 5 contadini innocenti e un ragazzo presie uccisi durante un rastrellamento il 26 aprile del 1944 nelle campagne presso Jesi, tra il Musone e l’Esino; e poi lstoria dei martiri del XX giugno, i sette ragazzi torturati brutalmenten e poi uccisi nella campagna di via Montecappone, alla periferia di Jesi, il 20 giugno 1944. A ciascuna storia è stata dedicata una lettura e una canzone, su testi preparati o raccolti e condivisi insieme, collaborando insieme Arci Voce e il circolo la Casa di Carte. In chiusura anche un vecchio racconto che è quasi una leggenda dimenticata, ma certamente accaduto davvero in città, mento tragico delle altre storie, che narra di uno sberleffo giocato alle camice nere.

Anche l’esito di questo laboratorio è stato positivo, così come gli altri tre già realizzati tra giugno e settembre, e sicuramente seguiranno altre attività simili, in collaborazione e in rete con i circoli arci del nostro territorio (La Resistenza nel fabrianese; Pantiere, memorie di un borgo; Donne Combattenti).